Come nasce un laboratorio
Ogni spazio ha una storia. La nostra è fatta di mani che hanno plasmato l'argilla prima di noi, e di una visione che guarda al futuro dell'artigianato.
Dove tutto è cominciato
Nel 2017, questo spazio era un vecchio magazzino abbandonato. Pareti scrostate, finestre rotte, polvere ovunque. Ma aveva qualcosa: la luce. Quella luce particolare che entra dalle finestre alte e si diffonde dolcemente nello spazio.
L'idea era semplice: creare un luogo dove la ceramica non fosse solo insegnata, ma vissuta. Dove ogni persona potesse trovare il proprio ritmo, il proprio stile, la propria voce attraverso l'argilla.
Ci sono voluti otto mesi di lavori. Ogni mattone, ogni mensola, ogni postazione è stata pensata per creare un ambiente che favorisse la concentrazione e la creatività. Non volevamo un laboratorio industriale, né uno studio d'artista isolato. Volevamo una via di mezzo: professionale ma accogliente.
La filosofia dietro ogni corso
Non crediamo nell'idea di "seguire le istruzioni". La ceramica non è assemblare pezzi preformati. È ascoltare la materia, capire quando spingere e quando fermarsi, quando l'argilla è pronta e quando ha bisogno di altro tempo.
Per questo i nostri corsi sono strutturati in modo aperto. Forniamo le basi tecniche, mostriamo le possibilità, poi lasciamo che ogni persona trovi la sua strada.
Il team
Siamo tre ceramisti con background diversi. Elena ha studiato scultura all'Accademia di Belle Arti, Marco viene dal design industriale, Sofia ha un passato da restauratrice. Ognuno porta un approccio diverso alla materia.
Questa diversità è la nostra forza. Non esiste "il modo giusto" di lavorare la ceramica. Esistono infinite possibilità, e più strumenti hai per esplorarle, meglio è.
Lavoriamo anche con artisti esterni per workshop tematici. L'anno scorso abbiamo ospitato un maestro giapponese esperto in raku, un'artigiana sarda specializzata in ceramica tradizionale, e una designer olandese che lavora con installazioni ceramiche contemporanee.
"Non è solo un luogo dove impari una tecnica. È uno spazio dove riscopri il piacere di creare qualcosa con le tue mani, lontano dagli schermi e dalla velocità."
— Marco R., partecipante dal 2019
Lo spazio e gli strumenti
Abbiamo sei postazioni di lavoro indipendenti, ognuna con il proprio tornio elettrico. C'è anche un'area per la lavorazione manuale, con tavoli ampi e superfici di lavoro in legno.
Il forno è un elemento centrale: un modello professionale a gas che raggiunge temperature fino a 1300°C. Organizziamo le cotture in modo che ogni allievo possa seguire l'intero processo, dalla preparazione dei pezzi all'apertura del forno dopo il raffreddamento.
La nostra biblioteca di smalti e ossidi è in continua evoluzione. Sperimentiamo ricette, testiamo combinazioni, documentiamo i risultati. Ogni studente dei corsi avanzati ha accesso a questo archivio.
Perché "Seramik Atölyesi"
Il nome è un omaggio alla tradizione ceramica anatolica, dove la terracotta e la ceramica smaltata hanno una storia millenaria. "Atölyesi" in turco significa proprio "laboratorio" o "bottega artigiana".
Ci piaceva l'idea di richiamare questa tradizione, pur lavorando in un contesto completamente diverso. La ceramica, in fondo, è un linguaggio universale che attraversa culture e secoli.
Il nostro impegno ambientale
L'argilla è una risorsa naturale, ma la lavorazione ceramica ha un impatto ambientale. Per questo abbiamo fatto scelte precise: argille provenienti da cave italiane gestite in modo sostenibile, recupero degli scarti per nuove lavorazioni, ottimizzazione delle cotture per ridurre il consumo energetico.
Gli smalti che utilizziamo sono privi di piombo e metalli pesanti. Tutte le acque di lavorazione vengono filtrate prima dello scarico.
Se vuoi visitare il laboratorio e conoscerci di persona, passa a trovarci. Siamo aperti dal martedì al sabato, dalle 14:00 alle 19:00.